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Incendi in Italia: Interviene l’Esercito

L’estate 2017 verrà ricordata per le migliaia di incendi che si sono susseguiti a ritmo incalzante più o meno su tutto il territorio, tanto da diventare una vera emergenza sociale e ambientale. La gravità della vastità e del riproporsi degli incendi è stata certamente dovuta alla mano dell’uomo, con dolo o meno, ma anche alle altissime temperature di un’estate torrida e senza precedenti. L’emergenza, tuttavia, non è finita e in alcune regioni italiane, in particolare Calabria e Abruzzo, la situazione sul fronte incendi ha richiesto l’intervento dell’esercito. A invocare rinforzi sono stati il governatore della Regione Calabria, Mario Oliverio, che nel consiglio regionale del 28 agosto ha comunicato di aver avuto l’assenso dirittamente dal ministro delle Politiche Agricole, Roberta Pinotti, e dal sindaco di Sulmona, Anna Maria Casini. L’intervento dell’esercito è stato necessario per affiancare i Vigili del Fuoco, le Forze dell’Ordine, la Protezione Civile e i volontari che operano sia con mezzi di terra che in volo impegnati su più fronti, in particolare nelle provincie di Cosenza e Reggio Calabria e in quella de L’Aquila,

Gli stessi Canadair in dotazione a livello nazionale non sono bastati per contrastare alcuni dei fronti ampi anche più 100 km. Per tale motivo sono stati inviati in aggiunta dalla Francia altri Canadair e dei nuovi aerei anfibi chiamati Erikson, che hanno serbatoi con una capienza di ben 10 mila litri di acqua. Lo stesso personale è impegnato ormai da mesi nel fronteggiare l’ emergenza degli incendi anche in altre regioni.

Le zone che continuano a bruciare

Diverse sono le zone boschive, ma anche vicino al mare, che continuano a bruciare per esempio nella presila cosentina. I centri più coltipi sono quelli di Acri, Longobucco e Rose, dove 2 strutture ospedaliere stavano per essere evacuate. Gli stessi centri abitati vengono costantemente minacciati dalle fiamme e dopo il vasto incendio, che letteralmente ha ricoperto il Vesuvio e l’evacuazione di un villaggio turistico a Capo d’Orlando via mare, anche le aree protette hanno subito gravi danni. Tra queste c’è il Parco della Maiella, il Parco Nazionale della Sila e del Pollino, ma anche la macchia mediterranea in prossimità delle spiagge con distese di pineta andate completamente in fumo, come nel caso dell’Area Marina Protetta di Isola Caporizzuto (KR).

L’esercito, che era stato chiamato in Campania per l’operazione estiva “strade sicure” è stato spostato in forze al corpo dei Vigili del Fuoco, a presidio delle aree boschive rimaste sul Vesuvio e nei dintorni. L’obiettivo è quello di prevenire gli atti dei piromani, degli incendiari e di chi incautamente potrebbe innescare incendi con un barbecue o bruciado sterpaglie e fogliame.

Solo nel periodo estivo almeno 80 mila ettari di terreno sono stati colpiti dal fuoco, più di quanto è avvenuto in tutto il 2016.